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Tetto massimo all’orario e riposi obbligati. Da fine novembre l’Italia si adegua all’Europa

Tratto liberamente da “La Repubblica” on line, 31 ottobre 2015

Più riposati grazie a turni meno lunghi e più freschi quando c’è da fare una diagnosi, indicare una terapia o entrare in sala operatoria. Cambiano per legge gli orari di lavoro dei medici italiani, dal 25 novembre dovranno essere bandite dai reparti le notti che iniziano il pomeriggio e finiscono nella tarda mattinata del giorno dopo, oppure i recuperi di appena 8 ore. I numeri da ricordare sono tre: 48 come le ore massime di lavoro nella settimana, 13 come il turno più lungo che può essere richiesto al professionista, 11 come il riposo minimo da garantire sempre.

Carichi di lavoro minori, o comunque certi, dovrebbero tradursi in una assistenza migliore ai pazienti. Il condizionale apre la strada al rovescio della medaglia. In molti ospedali italiani, infatti, rispettare le nuove disposizioni sarà difficilissimo a causa degli organici ridotti dal blocco del turn over. Regioni in piano di rientro come Calabria, Campania, Molise e Lazio, faticheranno a organizzare i nuovi turni. Ma anche in altre realtà possono esserci situazioni locali di carenze di personale. In Italia ci sono reparti che si reggono grazie a medici che lavorano tranquillamente 60 ore a settimana e fanno turni di 18 ore consecutive, dicono i sindacati. Il problema è noto al ministero della Sanità dove ammettono che ci sarebbe bisogno di nuove assunzioni. Il sindacato degli ospedalieri Anaao, parla di almeno 4-5 mila medici in più per poter applicare i nuovi orari in tutti gli ospedali.

L’Italia, praticamente ultima in Europa, recepisce una direttiva Ue che addirittura nel 2003 cambiava l’orario di lavoro dei camici bianchi pubblici o privati. Nel nostro Paese sono da sempre inquadrati come ” dirigenti”, anche i neoassunti per intenderci, e per questo motivo per anni il governo ha rifiutato di applicare anche a loro le norme europee sul lavoro. Venivano infatti equiparati ai dirigenti che non devono timbrare il cartellino e non hanno vincolo di orario. All’Europa questa lettura non va bene, ed è partita una procedura di infrazione. L’anno scorso una legge italiana ha accolto la nuova impostazione, che tra meno di un mese entra in vigore. Le Regioni e gli ospedali stanno studiando il modo di assicurare gli stessi servizi anche con i nuovi orari. “Senza assumere altri colleghi sarà difficile rispettare la normativa europea sui riposi, e si rischiano le ispezioni della Direzione territoriale del lavoro”, spiega Carlo Palermo vice segretario nazionale Anaao-Assomed. La legge infatti prevede una serie di multe per le Asl che non rispettano le regole. “Non bisogna dimenticare – dice Palermo – anche i rischi che i colleghi costretti a fare turni più lunghi di quelli previsti dalle nuove regole, potrebbero correre in caso di errori e danni ai pazienti. Avranno la copertura assicurativa se hanno lavorato più di quanto stabilito?”. Non è detto ma è meglio che questo punto venga chiarito velocemente.

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