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Il consenso informato in medicina: problematiche nel soggetto con disturbi cognitivi. 

Marci M., Galanti A., Sestini A., Fiore V., Stalteri D.
UOC di Medicina Interna e Geriatria, Ospedale “S. Giovanni Evangelista”, Tivoli – ASL Roma G

Il consenso informato è il risultato di un delicato processo di comunicazione medico-paziente necessario per l’autorizzazione da parte di quest’ultimo a qualsiasi intervento medico. Il geriatra, come ogni altro medico, si trova quotidianamente di fronte alla necessità di coinvolgere il paziente nella scelta del percorso diagnostico-terapeutico ma la situazione si complica quando l’anziano è affetto da disturbi cognitivi. Il geriatra infatti ai fini di del raggiungimento di un corretto consenso informato deve essere consapevole di numerosi aspetti che interferiranno sulla relazione medico paziente. La VGM (Valutazione Geriatrica Multidimensionale) è lo strumento che ci permette di valutare la persona anziana nell’interezza delle problematiche che essa spesso presenta per quanto riguarda lo stato cognitivo, il grado di autonomia, lo stato di salute fisico e mentale, il tono dell’umore, le condizioni socioeconomiche e il grado di scolarizzazione e di valutare disturbi specifici quali i deficit del visus, la sordità, lo stato di nutrizione, la continenza urinaria e fecale, l’equilibrio, l’andatura e il rischio di cadute. Nel raccogliere il consenso informato il geriatra può trovarsi in due situazioni limite: l’anziano con una buona funzione cognitiva che presenta le stesse problematiche del giovane adulto oppure l’anziano demente per il quale andrà nominato un amministratore di sostegno. Tuttavia gli anziani più frequentemente presentano vari gradi di deficit cognitivo da lieve a moderato e la raccolta del consenso informato diventa più complicata e delicata. Non è chiaro in che misura i disturbi cognitivi possano compromettere la capacità di scelta; negli ultimi anni l’attenzione dei ricercatori si è rivolta a cercare di validare strumenti che permettano di indagare nell’anziano con deficit cognitivo la capacità specifica di compiere una scelta. Il MacCAT-T MacArthur Competence Assessment Tool for Treatment, l’ACED (Assessment of Capacity for Everyday Decision Making) e il CCTI (Capacity to Consent toTtreatment Instrument) concordano nel dimostrare che i pazienti con deterioramento cognitivo lieve/moderato, pur deteriorando nella memoria e nell’apprendimento, conservano la capacità di compiere una scelta almeno fin quando non sviluppano demenza.

 

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